Visualizzazione post con etichetta linguistica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta linguistica. Mostra tutti i post

lunedì 30 novembre 2020

#24 - Le parole nella storia

 #24 - Le parole nella storia 

Cari lettori, nel corso dei vari post si è analizzata la parola(tavolo ottico, nel nostro caso) sotto vari aspetti, come quello etimologico e culturale o quello simbolico, si è stilato un glossario dei termini che compongono il nostro termine e si è addirittura provato a creare un universo di parole che potessero, in maniera più o meno diretta, collegarsi alla nostra e in qualche modo descriverne un determinato aspetto.
Bene, oggi si cambia nuovamente prospettiva.

parole che volano, da Cultura Emotiva

Prospettiva diacronica 

Grazie all'utilizzo di un'interessantissimo strumento come Google Ngram Viewer*, è possibile valutare la parola nel suo divenire, nella sua frequenza di utilizzo nella letteratura.
Per questa ricerca è interessante soffermarsi non solo sul termine tavolo ottico, ma anche su quelle parole che popolano lo stesso ambito.

Google Ngram Viewer 


Devo ammettere che l'inizio non è dei più incoraggianti ma noi non ci arrendiamo.


Partendo allora dal valore etimologico della parola si nota come l'andamento dell'utilizzo dei due termini sia paragonabile sino alla metà dello scorso secolo, quando la frequenza d'uso della parola tavolo aumenta vertiginosamente mentre quella della parola ottica cala, anche se solo leggermente. 
Questo comportamento può essere dovuto alla natura archetipica del tavolo contrapposta alla grande specificità dei nuovi rami della fisica ottica (e dei loro nomi) che sono nati negli ultimi 80 anni.


Ora analizziamo alcuni termini anglofoni:


La differenza tra le percentuali di utilizzo è notevole(tanto da non permetterci di valutarle su uno stesso grafico) ma l'andamento è incredibilmente simile.
Questo dimostra il forte legame che c'è tra laser e tavoli ottici.

Chiudo, infine, con l'analisi delle parole vibrations(vibrazioni) e damping(smorzamento).

Dal grafico si evince come, avvicinandosi ai giorni nostri, la risoluzione del problema delle vibrazioni(lo smorzamento), diventa interessante quanto il problema stesso.


*Google Ngram Viewer è uno strumento molto potente ma non privo di difetti, tanto che Google stessa chiarisce come le valutazioni fatte su anni precedenti al 1800(il software permette di spingersi sino al 1500) non siano poi così affidabili a causa delle grafie dell'epoca(il riconoscimento ottico potrebbe scambiare un grafema per un altro). Proprio per questo motivo le ricerche del post partono tutte dal 1800.

Bibliografia e link utili 




domenica 18 ottobre 2020

#01 - Tavolo Ottico

 #01 - Tavolo Ottico 

É una particolare piattaforma utilizzata per supportare sistemi durante la realizzazioni di esperimenti di ottica, in particolare di interferometria. Questo tavolo è estremamente rigido, così da non muoversi né flettersi anche se sottoposto a carichi variabili o vibrazioni, e piatto, così da consentire un contatto ottimale con i supporti dei vari elementi e agevolare il montaggio del sistema ottico.




La parola nel mondo

Viviamo in una società cosmopolita, nella quale sapersi relazionare con altre culture è diventato fondamentale, ancor di più in ambito scientifico, perchè la scienza non è figlia di nessuno Stato.

Di seguito la traduzione nelle sei lingue ufficiali ONU.
  • Inglese: optical table;
  • Francese: table optique;
  • Spagnolo: mesa óptica;
  • Russo: оптический стол;
  • Cinese: 光學平台 ;
  • Arabo: طاولة بصرية;
Tra le varie, è interessante soffermarsi sulla parola cinese, in particolare sui simboli "光" ("Guāng", letteralmente luce) e "學" ("Xué", letteralmente imparare).
 
Per motivi storici e geografici, riporto altre due traduzioni
  • Greco: οπτικός πίνακας;
  • Tedesco: optischer Tisch;


La parola nella storia


Si attribuisce un'identità etimologica all'oggetto.

tavolo: der. di tavola;

tavola: dal lat. tabŭla;

òttico: dal gr. ὀπτικός, dalla radice ὀπ- «vedere»;

Partendo da questa nota emerge, a mio avviso, la duplice natura dello strumento in esame; da un lato la sua semplicità, facilmente riconducibile ad una tavola (probabile supporto dei primi esperimenti scientifici), dall'altro la sua specificità, necessaria nel campo della fisica ottica.


Il tavolo ottico per me


Inaspettato.

Dopo essermi approcciato ad un oggetto, il banco ottico, a me inizialmente sconosciuto ma da subito appassionante, ritrovarmi adesso al punto di partenza è una sfida dura.
Come avrete notato, la struttura di questo post ricalca quella del precedente, e non solo perchè mi viene richiesto di soddisfare determinate esigenze, ma anche perchè mi piace mettere a confronto due strumenti così diversi e, per certi aspetti, così simili.

 

sabato 10 ottobre 2020

#01 - Banco Ottico

 # 01 - Banco Ottico


È una particolare fotocamera, di grande formato, caratterizzata dall'assenza degli automatismi classici delle reflex e molto vicina alle macchine di fine '800 inizi '900.

Viene per lo più impiegata nella realizzazione di still-life (banco ottico da studio) e nella fotografia architettonica (banco ottico da campo), rimanendo comunque espressione di "techne" (incontro tra arte e tecnica).


La parola nel mondo

Per comprendere appieno la natura dell'oggetto, è importante guardarlo con gli occhi di altre culture, scoprendo che ogni idioma può metterne in risalto un diverso aspetto (qui di seguito le sei lingue ufficiali ONU).
  • Inglese: view camera (rende l'idea di come questa sia una fotografia di visione), large format camera, process camera, monorail camera, field camera, folding plate camera, roll-film camera;
  • Francese: chambre photographique, appareil de grand format;
  • Spagnolo: banco óptico, cámara de banco, cámara de placa, cámara de fuelle;
  • Russo: Крупноформа́тная ка́мера;
  • Cinese: 大画幅相机 (tra questi simboli mi piace soffermarmi su 画, huà; letteralmente "pittura", a sottolineare la componente artistica);
  • Arabo: شين هاو ش;
Per questioni storiche e geografiche, riporto altre due traduzioni.
  • Greco: φωτογραφικής μηχανής μεγάλου φορμά;
  • Tedesco: Fachkamera;


La parola nella storia

È giusto attribuire anche un valore etimologico e storico al nostro strumento, ricordando sempre il valore semiotico della parola e la reciproca interscambiabilità con la sua controparte fisica.

banco: dal germ. bank «panca»;
 
òttico: dal gr. ὀπτικός, dalla radice ὀπ- «vedere»;

Data la sua struttura, direttamente derivata dalle prime macchine fotografiche e molto schematica, e grazie alla nota etimologica appena citata, non è difficile capire come il banco ottico sia nato anche come esperienza ingegneristica nello studio dell'ottica per un perfezionamento della messa a fuoco e della correzione delle distorsioni prospettiche del soggetto catturato. Caratteristiche, queste, che gli hanno permesso di entrare nella storia della fotografia, grazie anche al genio di grandi autori come Ansel Adams (fine '800) e Margaret Bourke-White (prima metà del '900).




Di interesse anche l'etimologia dell'espressione "fotocamera di grande formato".

fotocàmera: comp. di foto e camera
 
fòto: dal gr. ϕωτο-, der. di ϕῶς ϕωτός «luce»;
 
càmera: dal lat. camĕra, camăra «volta, soffitto a volta di una stanza», dal gr. καμάρα;
 
grande: dal lat. grandis;
 
formato: der. (propr. part. pass. sostantivato) di formare
 
formare: dal lat. fōrmare;
 
Ad oggi, il banco ottico, è uno strumento sempre meno conosciuto, sicuramente vittima di una società in cui l'obiettivo finale conta molto più del percorso compiuto per ottenerlo e in cui il click di una reflex è meno impegnativo della fotografia di grande formato e d'autore.


Il banco ottico per me

Con questo primo post mi tuffo nel mare dei blogger, iniziando quella che per me sarà una piccola avventura, nella speranza di vivere il viaggio con passione e di sapermi approcciare a questo strumento guardando tanto alla sua tecnica quanto alla sua anima.

Maurilia - Le città invisibili

 Maurilia - Le città invisibili  Le cartoline di Maurilia, vecchie e intrise di storia. Sarà la storia della Maurilia di oggi, una città che...